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  • Fine del paternalismo impresa e dipendenti condividono le scelte

    Rassegna stampa , 19 giugno 2017
    A&F / La Repubblica, Rapporto Welfare

    Emanuele Massagli, Presidente di AIWA, l’Associazione Italiana di Welfare Aziendale nata a gennaio, spiega come le ultime leggi di Stabilità abbiano mutato il sistema alle radici

    «Aiwa si occuperà innanzitutto di raccontare e spiegare che cosa sia realmente il welfare aziendale, perché oggi
    diventa fondamentale diffondere le sue vere finalità. Che non sono evidentemente quelle di ridurre questo strumento
    ad una mera strategia di risparmio economico, bensì di considerarlo una reale leva di competitività e di maggiore produttività per le imprese e di soddisfazione per i lavoratori».
    Parte da qui Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa, l’associazione italiana di welfare aziendale, nata a gennaio e
    costituita per il momento da 12 società: Aon Hewitt, Assiteca, Cir, Day Up, Double You/Zucchetti, Easy Welfare, Edenred, Eudaimon, Mercer, Sodexo, Well Work e Willis Towers Watson. Società che insieme rappresentano quasi il 90% di questo particolare mercato, che risulta in forte espansione dopo le novità normative introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 e dai successivi aggiornamenti inseriti nel testo del 2017.
    «La definizione di welfare aziendale è riportata addirittura nello Statuto dell’Aiwa, riprendendo i termini dell’Agenzia delle Entrate scritti nella recente circolare del 2016: ovvero, l’erogazione di beni e servizi aventi finalità di rilevanza sociale che non entrano nel reddito da lavoro del dipendente – puntualizza Massagli -. Per noi, è un inciso che ha rilevanza primaria perché il welfare aziendale ha questa caratteristica nel suo dna».


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